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   Il Punto

mercoledì 11 maggio 2011

20/03/2010 TERAPIA RECETTORIALE

di Giovanni Paganelli (*)
Che cos'è la "terapia recettoriale"?E` una tecnica innovativa basata sulla selettività, cioé la capacità di agire in modo specifico su bersagli selezionati, invece che indiscriminatamente su tutto l'organismo; questo significa per il paziente effetti collaterali ridotti. Il limite consiste, invece, nel fatto che questa terapia è, per il momento, indirizzata solo verso un certo numero di tumori rari.Quali sono questi tumori e perché è una terapia limitata?I tumori che possono giovarsi di questa terapia sono i tumori neuroendocrini (tumori che possono insorgere un po’ ovunque nell’organismo, soprattutto nel pancreas). La terapia recettoriale, o meglio la radioterapia recettoriale, è una tecnica medico-nucleare che convoglia una carica radioattiva sul bersaglio, cioè sul tumore, sfruttando molecole che si trovano sulla membrana delle cellule tumorali: i recettori. Spieghiamo meglio cosa sono i recettori e come funzionano….I recettori sono proteine, presenti nelle cellule normali, ma solitamente molto più abbondanti nelle cellule tumorali. Come dice il nome stesso la loro funzione consiste nel recepire sostanze come ormoni, peptidi, ecc., fondamentali per l’economia della cellula. Il recettore di una cellula è un po' come una porta, che la cellula stessa presenta sulla membrana per comunicare con l'esterno. Nel caso dei tumori neuroendocrini, che prima abbiamo menzionato, si è scoperto che le cellule presentano dei recettori per un peptide, chiamato octreotide. L'octreotide è come una chiave che entra dentro la serratura della porta, costituita dal recettore; se noi “furbescamente” riusciamo a legare all'octreotide una sostanza chelante, all'interno della quale abbiamo messo un atomo radioattivo (Lu177), questo distruggerà la cellula tumorale. Si tratta di una terapia altamente selettiva, perché ha il vantaggio di danneggiare in maniera molto limitata le cellule sane e, di conseguenza, di non essere tossica. Lo svantaggio consiste, invece, nel fatto che può distruggere solo masse relativamente piccole di 1 – 2 cm di diametro. Come si effettua questa terapia?Per quanto riguarda la somministrazione della terapia, questa avviene in modo semplice attraverso una banale iniezione in vena. Il paziente non sente nulla, non ha gli effetti collaterali che solitamente registriamo per le chemioterapie. Queste cure vengono eseguite 2/3 volte l'anno, con delle scadenze bimestrali. La figura mostra un caso di tumore neuroendocrino con metastasi epatiche diffuse, trattato con 4 cicli di radioterapia recettoriale, utilizzando 177Lu-DOTATATE. Tutte le metastasi epatiche sono scomparse nel giro di pochi mesi, senza effetti collaterali per il paziente, che così ha potuto evitare un ben più oneroso trapianto di fegato, al quale era stato candidato. Si tratta di una terapia già in sperimentazione sull'uomo?Sì, la terapia si effettua già sull'uomo da diversi anni ed in Italia siamo all’avanguardia insieme all’Olanda. I centri principali sono l’IEO di Milano e l’IRST di Meldola. Anche presso la Medicina Nucleare di Cesena, Reggio Emilia, Macerata vengono eseguiti questi trattamenti. Inoltre, tutti questi centri sono in stretta collaborazione tra di loro e tra l’IEO di Milano e l’Area Vasta Romagnola esiste una vera e propria collaborazione di ricerca. Parliamo allora del futuro della ricerca.In futuro dovremo cercare, e lo stiamo facendo, anche per i grandi killer, come il tumore del colon, del polmone, della mammella, della prostata, di identificare i recettori e poi di creare in laboratorio dei peptidi capaci di riconoscere questi tumori a cui legare la sostanza radioattiva in grado di distruggerli. Questo è il motivo per cui a Meldola sta sorgendo la prima radiofarmacia per la produzione di radiofarmaci terapeutici, che mi auguro possa entrare presto in funzione, fornendo nuovi farmaci per tutti i pazienti che ne hanno bisogno.
(*) Direttore della Divisione di Medicina Nucleare dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano e Consulente Scientifico dell’IRST di Meldola

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Link e Numeri Utili
Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
Ospedale Bufalini di Cesena
IRST di Meldola
Istituto Europeo di Oncologia di Milano