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   Il Punto

giovedì 14 febbraio 2013

Scegliere la propria cura è una opportunità per il malato?


Sempre più spesso i malati di cancro e i lori famigliari vengono resi partecipi nella decisione del trattamento a cui sottoporsi, sia che si tratti di intervento chirurgico o di chemioterapia, di radioterapia o di cure sperimentali.

Il diretto interessato può e deve scegliere insieme ai medici come procedere nella cura della malattia, valutando l’efficacia e gli effetti collaterali delle diverse opzioni terapeutiche.

Ma i pazienti sono informati abbastanza? Molti si sentono impreparati e percepiscono questa possibilità in modo negativo, si sentono lasciati soli davanti a una decisione troppo grande che pesa sulle loro spalle.

Spesso si passa dal medico che stabilisce tutto da solo, con poche o nulle spiegazioni, a quello che ti dice tutto quello che c’è da sapere e poi tocca a te decidere. Serve una via intermedia un aiuto dello specialista a scegliere, una sorta di “cosa farei io se fossi al suo posto”. Il rischio di non informare in modo adeguato il paziente è che lo stesso finisca per cercare risposte da specialisti diversi che spesso danno pareri divergenti, spendendo tempo e denaro e ritrovandosi a non capire più cosa fare.

E’ fondamentale il modo di comunicare del medico al malato. Lo specialista deve capire chi ha davanti: c’è chi vuole conoscere tutto della sua malattia, chi ha bisogno di una verità graduale e chi invece preferisce sapere poco e non dover affrontare una realtà che lo spaventa troppo. Deve dedicargli del tempo, instaurare un valido rapporto di fiducia medico-paziente fondamentale per un buon percorso di cura della malattia, ma un passo devono spingersi a farlo anche i pazienti: far sentire la propria voce, tirare fuori i dubbi, sollevare domande.

Molte ricerche hanno provato che la consapevolezza ha molti benefici: una maggiore speranza e poter pianificare meglio il futuro contribuiscono a dare serenità. Sapere non accresce ansia e incertezza, al contrario le limita. Poter scegliere diventa più che mai un’opportunità da sfruttare.


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